- Carnevalone di Chivasso - La Manifestazione Carnevalesca più importante del Piemonte

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La Nostra Storia

L' ABBÀ


Il Personaggio, sebbene abbia assunto solo dal 1948 il ruolo di Signore del Carnevale, vanta origini ben più remote, legate a feste, in un primo tempo pagane e successivamente anche religiose, risalenti all'incirca al XIV secolo.
In questo primo periodo troviamo la figura dell'Abbà a capo della "Confraternita o Società degli Stolti", fondata sulle scia di analoghe iniziative sorte in precedenza in varie parti d'Italia (ad esempio l'"Abbazia dei Pazzi" di Torino). Per coprire le spese dei propri divertimenti, la nostra compagine di buontemponi ricorreva allegramente all'imposizione di tasse e balzelli tra i più curiosi, fino al punto in cui il senso dello scherzo svanì e la società degenerò. Nel 1434, dopo gli inutili tentativi fatti per sciogliere la Società, furono gli argomenti persuasivi del Prevosto di allora, don Giacomino Cresti, ad indurre i Soci a mutare abitudini. Da quel momento la festa della Società fu ridotta a cerimonia religiosa: fu assunto come Santo protettore San Sebastiano, in cui onore venne eretta in Duomo Una cappella, e la Società prese il nome di "Società di San Sebastiano".
Da allora l'Abbà assunse la veste di patrocinatore e, successivamente, mecenate della festa. In occasione della ricorrenza di san Sebastiano, il 20 gennaio, egli, dopo aver assistito al vespro solenne in Duomo, sfilava per la città acclamato dalla popolazione, alla quale lanciava dolciumi ed arance. A quel tempo, in forza delle prerogative derivategli dal pubblico riconoscimento, avvenuto nel 1452 da parte della Credenza Pubblica della città, l'Abbà godeva di molteplici prerogative durante il periodo di carnevale tra cui il potere di giudicare su tutte le controversie fra chivassesi e liberare, se possibile, i carcerati. Con il passare del tempo e con il mutare della vita cittadina, con il rinnovarsi dei costumi e con la nascita di nuovi ideali, anche questa Istituzione pervenne al suo declino scomparendo definitivamente nel 1878.
La figura dell'Abbà fu nuovamente riproposta a partire dal 1948 e assunta a Signore del Carnevale, accanto alla Regina: la Bela Tolera. L'Abbà viene investito, la domenica antecedente il Carnevale, con la rievocazione storica della cerimonia descritta da padre Giovanni Borla, che prevede un primo momento religioso in Duomo, di fronte all'altare della cappella di San Sebastiano con l'offerta del cero votivo e la benedizione eucaristica solenne. Successivamente, uscito dal Duomo, preceduto dal vessillo portato da un Araldo a cavallo, si reca in corteo al Palazzo Comunale ove, alla presenza del Cerimoniere della Credenza, riceve le insegne della Società di San Sebastiano, dalle mani del suo decano e, dalle mani del Sindaco, le chiavi della Città. Infine, dal balcone del Palazzo Comunale, dà lettura del proclama contenente le sue volontà circa lo svolgimento della festa e, in tono scherzoso, esprime pareri sull'andamento della vita pubblica cittadina.
Indossa attualmente la divisa originale ottocentesca della "Veneranda Società di San Sebastiano" ed è accompagnato da quattro Alfieri.


 
 
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